L’acqua è un bene comune

Nel Novembre scorso,il Parlamento ha convertito in legge l’art. 15 del D.L. 135/2009.
Ciò comporterà che nei prossimi mesi tutti i soggetti pubblici che attualmente gestiscono la fornitura di acqua saranno costretti a mettere a gara il servizio idrico.
Una gara per modo di dire,dal momento che l’esito di questa è già scontata:la norma stabilisce infatti che la partecipazione del soggetto pubblico nelle future compagini societarie non potrà comunque essere superiore al 30%.
Si tratta quindi di un’implicita privatizzazione di un bene essenziale che dovrebbe invece continuare a restare sotto il controllo pubblico,proprio per la sua preziosità e per le sue caratteristiche intrinseche,che fan sì che l’acqua non possa essere messa alla stregua di altri beni.
Non si può infatti far sottostare l’erogazione di un bene essenziale alla vita umana alla disponibilità economica dei fruitori del servizio e alla logica della massimizzazione del profitto.
A onor del vero si tratta di una scelta amorale e politicamente trasversale. Non va infatti dimenticato che anche il precedente Governo Prodi con l’allora Ministro Lanzillotta aveva cercato vanamente di perseguire questo obiettivo
Ovunque questa scelta sia stata fatta (Arezzo,Aprilia,ecc.) ad un incremento smisurato delle tariffe (con le quali dovranno essere pagati anche i lauti compensi dei nuovi e numerosi consigli di amministrazione) è seguito un peggioramento della qualità complessiva del servizio ed un ridimensionamento delle attività di manutenzione della rete.
Sono perciò nati comitati di cittadini che hanno cominciato a battersi contro questa situazione.
La loro azione sta favorendo l’aumento della sensibilizzazione dell’opinione pubblica verso questo tema.
E’ curioso notare come,mentre all’estero (v. Parigi) laddove si è privatizzato si sta tornando verso un controllo pubblico della risorsa acqua,noi ancora un volta andiamo contro tendenza e perseguiamo delle strade che altrove hanno già creato disastri.
A breve,per abrogare questa norma che non fa gli interessi della collettività,comincerà una campagna referendaria importantissima.
L’associazione Progetto Civile sarà,insieme ad altri,in prima fila in questa battaglia di civiltà per ristabilire quanto prima un principio su cui non è possibile trattare:l’ACQUA E’ UN BENE COMUNE,e in quanto tale appartiene a tutta l’umanità e a chi vuole specularci.

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